PASQUALE CATERISANO BLOG

Dico la mia… spesso e volentieri

“TROP SECRET” di Marco Travaglio

Posted by Suncore su febbraio 16, 2007

Marc Lazar, nel suo ultimo libro, sostiene che il berlusconismo sopravvive alla sconfitta di Berlusconi. Ilvo Diamanti aggiunge: «Se anche il centrosinistra è berlusconizzato, occorre rifondare la Repubblica». Impresa titanica. Nell’attesa, si potrebbe rifondare un
pizzico di logica e di buonsenso, magari aiutandosi con le cronache dall’estero, utili per ricordare che si ragiona col cervello e si cammina coi piedi, e non viceversa. Prendiamo il vicepremier Rutelli: l’altroieri va in Parlamento e accusa la Procura di Milano di aver
«violato il segreto di Stato» nel processo a Pollari, Pompa e 26 agenti Cia per il sequestro di Abu Omar, mettendo in pericolo la sicurezza di «85 dipendenti del Sismi» con intercettazioni e sequestri di dossier troppo estesi. Guardacaso, due giorni prima che il Gup
decida sul rinvio a giudizio degli imputati.

Ieri, vigilia della decisione, il governo Prodi solleva addirittura conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato contro i giudici di Milano per bloccare il processo a Pollari (promosso consigliere del premier e poi giudice del Consiglio di Stato). Applausi da Ferrara (nella doppia veste di direttore del Foglio e di ex stipendiato Cia) e dalla Cdl.
Sconcerto fra gli elettori del centrosinistra, che in campagna elettorale si erano sentiti promettere la fine dei segreti di Stato.
La promessa l’ha mantenuta Zapatero, che l’ha tolto sui voli Cia e su una «rendition» analoga a quella di Abu Omar, in nome della «massima collaborazione con il potere giudiziario». Non solo: grazie alla battaglia solitaria di Claudio Fava, l’europarlamento ha condannato come «illegali» i rapimenti Cia e intimato ai governi di avviare indagini: il nostro quelle indagini ha deciso di bloccarle, processando i giudici che le hanno avviate. Non è finita, perché il segreto di Stato di cui straparla il governo semplicemente non esiste:
in base alla legge italiana (art. 256 Cpp), dev’essere opposto dagli indagati su un interrogatorio, un documento, una telefonata intercettata, dopodiché il pm chiede al premier se conferma o smentisce. Qui nessuno ha mai opposto alcun segreto. Pompa ha
rinunciato al Riesame sul sequestro dei suoi dossier; Pollari ha scritto ai pm «ogni apprezzamento per la considerazione manifestata per i profili di sicurezza e riservatezza concernenti l’attività e il personale del Sismi»; e nel luglio 2006 ha ribadito che «è
determinazione di questa istituzione non opporre il segreto di Stato».


Quanto alle intercettazioni, è falso che abbiano riguardato 85 agenti:
ne sono stati «ascoltati» solo 6 senza che alcuna legge lo vietasse né
consentisse al pm di scremare le telefonate ininfluenti (obbligatorio
depositarle a disposizione delle difese, cosa che i pm hanno fatto,
senza che gli avvocati eccepissero alcun segreto). Dunque ciò che il
vicepremier Rutelli ha detto al Parlamento è per lo meno infondato. Ma
il giochino può proseguire all’infinito. Bellachioma definisce i Dico
«matrimoni di serie B»: lo facesse all’estero, partirebbe una risata
omerica, visto che il matrimonio più di serie B che si conosca è il
suo (chiedere a Veronica). L’on. Mara Carfagna, che dopo averci fatto
conoscere ogni millimetro quadrato del suo corpicino nelle migliori
edicole e aver scatenato l’ultima crisi nella presunta famiglia
Berlusconi, organizza un convegno dal titolo «Nessuno tocchi la
famiglia», alla presenza di teologi del calibro di La Loggia, Pisanu e
del cappellano della Camera mons. Rino Fisichella: all’estero il
convegno verrebbe sostituito con l’ultimo calendario della signorina,
e morta lì. Del resto le unioni civili esistono in tutt’Europa (a
parte Lussemburgo, Irlanda e Italia), votate quasi sempre da destra e
sinistra. In Spagna le volle il dc Aznar. In Italia, per ascoltare
qualcosa di sensato da un dc, bisogna rivolgersi a Scalfaro (90 anni)
e a Baudo (70). Invece il giovane Piercasinando, che per la Chiesa è
un pubblico concubino, proclama che lui ha tutto il diritto di
convivere e contemporaneamente di togliere i diritti agli altri
conviventi. In sintesi: i cazzi miei non sono cazzi vostri; ma i cazzi
vostri sono cazzi miei; perciò, cazzi vostri.

da l’Unità

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