PASQUALE CATERISANO BLOG

Dico la mia… spesso e volentieri

Incredibile: il figlio dell’indagato per truffa ed istigazione alla prostituzione fa la morale ad altri!

Posted by Suncore su gennaio 31, 2007

QUIRINALE
SAVOIA A NAPOLITANO: SPESE SBALORDITIVE

(AGI) – Emanuele Filiberto di Savoia entra direttamente in polemica con Giorgio Napolitano: le spese del Quirinale, fa sapere in una nota, sono “sbalorditive”.
Sono sbalordito dai costi del Quirinale che hanno raggiunto quasi i 250 milioni di euro annui“, dice il Savoia, “e’ impensabile che nella situazione economica in cui versa l’Italia, in cui la stessa sussistenza di milioni di persone e’ minacciata dalla crisi economica, possano essere spese simili cifre per il mantenimento dell’apparato del Presidente della Repubblica“.
Ci tengo a sottolineare che neppure l’intero apparato della Monarchia Britannica, che comprende ovviamente tutta l’intera Corte, nella massima forma di rappresentativita’ per un Capo di Stato, non arriva a toccare i 55 milioni di euro annui“, aggiunge Emanuele Filiberto, “Appena un quinto di quanto costa il Quirinale. Ricordo agli italiani che durante il Regno d’Italia i costi della Monarchia, facendo i dovuti calcoli, erano di venti volte inferiori; lo stesso Re Vittorio Emanuele III non volle mai aumentare il suo appannaggio nei 46 anni in cui regno’“.

Le parole del Savoia sono dure: “La spesa abnorme del Quirinale e’ doppiamente grave se pensiamo che il Governo, con l’ultima Legge Finanziaria, ha toccato pesantemente il bilancio delle famiglie italiane rendendole piu’ povere. Invito i responsabili degli apparati dello Stato a promuovere una totale riorganizzazione dei budget di spesa tenendo bene a mente che ogni milione di euro speso in piu’ e’ tolto alla collettivita’“.(AGI)EN 07

http://www.agi.it/oggi-in-italia/not…11254-art.html

36 Risposte to “Incredibile: il figlio dell’indagato per truffa ed istigazione alla prostituzione fa la morale ad altri!”

  1. pasquale2 said

    ABUSI REALI…
    Vittorio Emanuele di Savoia è presidente onorario dell’Istituto nazionale per le guardie d’onore alle Reali tombe del Pantheon che occupa una splendida sede in via della Minerva a Roma. L’ufficio di cinque vani, doghe sui muri, statue di pregio, giardino, al catasto categoria A10, è di proprietà delle Poste che non chiedono né affitto né contratto. Un’occupazione abusiva di un bene pubblico per un’attività senza utilità per la collettività. E pensare che il presidente dell’Istituto, Ugo d’Atri, ha lanciato spesso invettive contro la Repubblica, invocando il ritorno della Monarchia. (S.Lim.)

  2. TONIO said

    Meno male che c’è lui a ricordarci come si amministra il Quirinale.
    Siccome non ha molto da fare, lui come il resto della sua mediocre famiglia,passa il tempo a sparare cazzate ( buon sangue non mente d’altronde).
    Spariti quasi ormai dalle toponomastiche di tutta Italia, la ormai, e fortunatamente ex famiglia reale italiana,cerca di dare lezioni di buona amministrazione……..
    W LA REPUBBLICA

  3. Alex said

    L’avevo detto che era un errore farli tornare…

  4. Alex said

    L’avevo detto: è un errore averli fatti tornare.

  5. A me dispiace molto che tifi per la mia stessa squadra!!!

    Questo ci farà perdere qualche tifoso repubblicano!!!!

    A CASCAIS!!! A CASCAIS!!!

  6. pasquale2 said

    Questo è finto come la plastica!!

    Tifa Juve perchè gliel’hanno detto.

    Il peggio è che sponsorizza pure Rotondi dellna nuova Democrazia cristiana!!

    …al peggio non c’è mai fine!

  7. iperio said

    i savoia usano toni ultra polpulistici alla berlusconi, ma senza averne la statura (questa è buona) politica, per raccattare quel poco di consenso che gli serve per fare finta di essere ancora attori politici in Italia.
    Leggete ad esempio questo simpatico post tratto dal sito monarchico http://www.alleanza-monarchica.com/italia-reale/node/625
    che sostiene che con un Italia Reale, ci sarebbero meno sprechi e tasse… :

    Inserito da admin il 10 Febbraio, 2006 – 21:02
    Il contribuente italiano lavora per lo Stato da gennaio ad agosto (8 mesi su 12). Chi deve consegnare oltre il 50% di ciò che produce ad un padrone, smette di essere una persona libera e diventa uno schiavo.

    Combattiamo sprechi, privilegi, burocrazia, persecuzione fiscale, modulistica incomprensibile, giungla retributiva, legislazione contraddittoria, carrozzoni politici, pressione fiscale insopportabile: vogliamo semplificare un sistema fiscale che ha prodotto circa 200 tasse e 15.000 leggi.

    “Stella e Corona” individua solo 5 tasse (sui redditi delle persone fisiche, delle società, imposta sul valore aggiunto, una tassa cumulativa sui servizi pubblici e una tassa cumulativa locale o comunale).

    Detassare completamente la prima casa e le proprietà che non producono reddito, ad iniziare dall’insopportabile ICI.
    Le tasse debbono colpire i redditi, mai la proprietà in quanto tale e, meno che mai, il risparmio. Questo va tutelato fermamente anche nei confronti di istituti bancari, cattivi consiglieri, con pene esemplari nei confronti di chi mira ad impadronirsi dei sacrifici della gente (vedi per tutti i casi “Cirio”, “Parmalat” e “Bond Argentini”).

    Detassare i redditi d’impresa reinvestiti nello sviluppo aziendale.
    Detassare completamente con eliminazione anche delle imposte di trascrizione sugli immobili, le “successioni” tra parenti, sino al sesto grado.

    Eliminare qualunque presunzione di reddito negli accertamenti.

    Semplificare l’odioso modello unico.

    Eliminare il sostituto d’imposta.

    Introdurre agevolazioni per le famiglie italiane, in modo da tener conto delle spese sostenute per il mantenimento del nucleo familiare, con particolare riguardo alle necessità di vita e a tutte quelle attività, legate al principio di pura sussistenza.

    Attuare il principio: meno tasse + circolazione di denaro = maggiori investimenti + benessere per tutti.

    Ridurre le aliquote IVA, consentendo maggiori detrazioni per il pagamento dei relativi servizi: più detrazioni saranno consentite, maggiore gettito d’imposta si otterrà da parte dei prestatori d’opera.

    Stimolare l’imposizione indiretta.

    Regolamentare la materia fiscale con un nuovo testo unico che abroghi tutte le norme precedenti.

    Determinare il pagamento di tutte le imposte e tasse in una data precisa , eliminando i versamenti di acconti ma permettendo ai contribuenti di versare gli importi in modo dilazionato.

    Pervenire ad una reale tutela dell’azionariato minimo.

    Abbattere tutta quella serie indiscriminata di balzelli che gravano sul costo della benzina.

  8. TONIO said

    Sembra tutto molto facile….ma perchè non li abbiamo fatti rientrare prima in Italia….avevamo i salvatori della patria e noi li tenevamo in esilio forzato….
    Dopo Berlusconi pensavamo di avere visto di tutto…ma il “monarca-premier-puttaniere” ci manca davvero.
    Ritiratevi a vita privata a Ginevra va….stavate tanto bene li…..

  9. Mi sembra che si sia perso l’argomento. Il Punto è, che la repubblicha vi stà prendendo per il culo, e a Voi brucia che sia un Savoia a ricordarvelo. E’ normale, perche siete repubblichani, e 60 anni di disastri non sono ancora sufficienti a convincervi. Poco male.

    Viva il Re, Viva l’Italia, Viva casa Savoia

    p.s. Il puttaniere e truffatore come lo chiamate Voi, è già stato prosciolto per quasi tutte le puttanate e le truffe che gli sono state attribuite da “certa” magistratura pilotata…

    AUGURI !!!!

  10. GianfrancoPOL said

    mi pare solo assurdo che venga usati certi toni e certe frasi nei confronti di qualcuno…sia esso Vittori Emanuele , Emanuele Filiberto o pinco pallino…VERGOGNATEVI!!!!!!

  11. Riccardo said

    Ricordo comunque che il legittimo erede al trono, in Italia, secondo la legge è il Principe Amedeo di Savoia Aosta, e che Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto sono esclusi dalla successione dinastica.

  12. Michele said

    Pasqua’ : “Vittorio Emanuele di Savoia è presidente onorario dell’Istituto nazionale per le guardie d’onore alle Reali tombe del Pantheon che occupa una splendida sede in via della Minerva a Roma. L’ufficio di cinque vani, doghe sui muri, statue di pregio, giardino, al catasto categoria A10, è di proprietà delle Poste che non chiedono né affitto né contratto. Un’occupazione abusiva di un bene pubblico per un’attività senza utilità per la collettività. E pensare che il presidente dell’Istituto, Ugo d’Atri, ha lanciato spesso invettive contro la Repubblica, invocando il ritorno della Monarchia.”
    Guarda che l’Istituto per la Guardia d’Onore esiste da ca. 130 anni. E’ l’unico Istituto Nazionale costituitosi spontaneamente e che si autofinanzia, a differenza delle migliaia di pseudo istituti nazionali veri e propri, inutili, costosissimi artifici di lottizzazione della politica repubblicana.
    La sua sede fu sede sociale di eroi del Risorgimento, di un numero di Medaglie d’Oro al Valor Militare tanto grande da non poterle elencare, è ancor oggi sede sociale di Medaglie d’Oro della Resistenza e di gente, per esempio, come Franco Perlasca, l’Ispettore Filippo Raciti, Giuseppe Coletta…

    Di abusivi, qui, mi pare che ci siate soltanto voi quali cittadini italiani. E poi, meglio un re puttaniere che una serie di politicanti corrotti e venduti allo straniero. Ne volete qualche esempio? Si possono fare, sono sotto gli occhi di tutti.

  13. Lorenzo Borromeo said

    I signori Savoia si sono goduti un esilio doratissimo. Umberto (nonostante il sud monarchico….e sappiamo con che metodi si fa votare al sud) non lavorò neppure un’ora in Portogallo, impegnato tra mondanità e festini gay.
    I monarchici (meno dell’1% l’ultima volta che parteciparono alle elezioni nel 70, figuriamoci oggi) furono uno squallido esempio per tutto il paese.
    Per finanziarsi organizzarono pure il primo sequestro di persona (il caso Lavorini) e i monarchici di viareggio erano notoriamente prostituti e sfruttatori dela prostituzione maschile (vi ricordate Baldisseri e della Latta?).
    Per non parlare dei legami del deputato monarchico Aliatta di Monreale (ovviamente nobile e principe) implicato nella strage di Portella delle Ginestre (un monarchico ovviamente commenterebbe: erano solo luridi contadini).

    E ora cosa vogliono?
    Semplici, vogliono indietro soldi, terre e palazzi.
    Il fine è tutto li.
    Ma credete che il sig. Filiberto Savoia creda veramente che esista una alternativa monarchica?
    Non è molto intelligente, ma di certo non così stupido da legarsi a personaggi insignificanti, mitomani e principi autoproclamatisi (provate a cercare in internet i seguenti loro dirigenti: principe Barbaccia e Davide Pozzi di Santa Sofia…..e divertitevi).
    Filiberto se li tiene buoni perchè questi infelici sborsano fior di quattrini per patacche come l’ordine di San Maurizio e Lazzaro, che prevede donazioni di qualche migliaio di euro che ovviamente finiscono in beneficenza a favore degli orfani, o meglio di un solo orfano: Vittorio l’intrallazzatore.

    L’istituto delle guardie del Pantheon è solo uno degli enti inutili che deve essere solamente chiuso.
    Li trovate qui al Pantheon, pieni di medaglie di latta. In genere giovani (raramente) dall’aria ambigua, vecchi patetici e racchie di prima categoria.

    Forse la repubblica avrà qualche difetto, ma di certo non ci ha spedito in nessuna guerra, non ha fatto sparare su scioperanti affamati, e comunque ha creato un’Italia migliore e più avanzata di quella che fu dei Savoia e che gli ultimi nostalgici vorrebbero riproporre.

    Per fortuna il tempo degli schiavi, dei servi e delle carrozze sono finiti.

  14. Gilberto said

    repubblica nata dalla frode al referendum!

    NDR: patetico!!

  15. Non starò a commentare la prima parte del suo Post Sig Lorenzo perchè non ne vale daavvvero la pena, solo chiacchere e stuppidagini. Gli insulti invece di qusta parte… “L’istituto delle guardie del Pantheon è solo uno degli enti inutili che deve essere solamente chiuso.
    Li trovate qui al Pantheon, pieni di medaglie di latta. In genere giovani (raramente) dall’aria ambigua, vecchi patetici e racchie di prima categoria.

    Forse la repubblica avrà qualche difetto, ma di certo non ci ha spedito in nessuna guerra, non ha fatto sparare su scioperanti affamati, e comunque ha creato un’Italia migliore e più avanzata di quella che fu dei Savoia e che gli ultimi nostalgici vorrebbero riproporre.

    Per fortuna il tempo degli schiavi, dei servi e delle carrozze sono finiti.” …se li poteva risparmiare. La rabbia che Le impedisce un ragionamento sereno è tipica di chi non capisce o di chi ha capito che lo stanno prendendo in giro. Ciò Sig. Lorenzo la fa apparire maleducaco, e senza ragione alcuna.

    Al Phanteon, sono moltissimi i giovani che prestano VOLONTARIAMENTE servizio di guardia, e nessuno ha l’aspetto ambiguo dei vecchi e giovani repubblicani che tanto “amiamo” basti pensare all’ipocrita DeGasperi, o alla Kecca Luxuria…

    La saluto e non se la prenda a maale, la VERITA’ è come la ruggine, la si può ricoprire con la vernice, ma primo o poi torna a galla. Quel giorno, spero di incontrarla per stringerLe la mano !

    Saluti

  16. mirko L. said

    Emanuele Filiberto, oltre a minacciare i giudici in diretta televisiva, fece illegalmente intervenire gli hacker per oscurare un sito che raccontava le porcherie sue e di suo padre.

    Nelle sue porcherie è inserito mons. Camaldo (noto nel mondo omosessuale come Jessica), che ha interessi con i Savoia e si diede da fare per introdurli in Vaticano (per mezzo di un sedicente conte Rizzani di Lecco, anch’esso arrestato assieme a Vittorio)

    Jessica (amante delle patacche nobiliari e dei quattrini che si possono fare sui gonzi che le comprano), cerimoniere pontificio, è anche lui in una serie di inchieste.

    tratto dal sito pravanews.com:

    ALLA CORTE DEL FALSO RE D’ITALIA

    I Savoia sono come le patate: il meglio sta sottoterra!!

    Ma chi è sto Vittorio Emanuele, detto Vic ?
    Figlio di Maria Josè e di??? Umberto II???

    Chi sono i cortigiani?

    I FROCI DEL VATICANO
    I diabolici amanti di Jessica (Mons. Franco Camaldo di Lagonegro e residente in S. Giovanni in Laterano, sempre pronta/o a diventare Arcivescovo… ma mai nominato) sono: Alberto Bochicchio (il facchino), Massimo Leonardelli (amante-pierre di Gay Mattiolo) e Hugo Windisch-Graetz (Principe) ecc.

    GLI OMOSSESUALI LAICI
    Dal falso ambasciatore maltese Mikaleff, all’ex marito di Edoardo Craciani Pierluigi Vitalizi (da lei ripudiato perché preferiva il cameriere alla consorte!) al vero Principe Boncompagni Ludovisi, Presidente dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (illegale che serve solo a fare soldi per Vic!).

    I FACCENDIERI
    Dal romano-monegasco Francesco Caltagirone (detto il Signor Rita Rovelli), ai Mattoli, Tattoni, Matossian, Petrafraccia, Cerani al povero Principe don Fabrizio Massimo Brancaccio denunciato dall’ex-moglie per il suo affarismo col cugino Vic

    GLI UBRIACONNI
    I compagni di merenda di Vic sono tanti, dalla sorella Titti ai Senatori Consolo e Trantino, dal Matossian a…. Vodka, gin, whisky a gogo!!!!

    LA FAMIGLIA OGGI
    Due Savoia sono rimaste Principesse: la vera, Maria Pia (esiliata a Parigi e Miami) e l’altra, Maria Gabriella, la quasi gemella e così nemica.

    MARIA GABRIELLA, detta Ella
    Intorno a Lei e alla sua Fondazione Umberto II e Maria José tutti quelli che contano: dallo storico della monarchia e della massoneria Prof. Aldo Mola, all’aristocrazia romana dei Pallavicini, Borghese, Chigi, Massimo, Aldobrandi, ai nobili piemontesi Balbo di Vinadio, Buffa di Perrero, Collegno, Cremonte Pastorello, Palici di Suni, Seyssel d’Aix.
    La sua organizzazione è senza organigramma ufficiale, con garbo e stile. Tutto il contrario di Vic.
    Ultima beffa al fratello il 7 maggio a Santa Margherita Ligure. Ella è venuta con tutti gli amici del cugino Amedeo a presiedere una manifestazione proprio nell’hotel Regina Elena così caro ai più ferventi sostenitori del fratello. Ha fatto organizzatore dalla sua guardia nobile: le Guardie d’Onore al Pantheon comandate dall’Ispettore regionale della Liguria Zoppi di Zolasco (falso conte molto servile), marito della potente Giuliana, dirigente nazionale degli Amedeo’s boys.

    Ultima beffa alla sorella Titti: ha fatto ricomperare sottomano tutti più bei pezzi da lei venduti all’asta a Londra da Christe’s la settimana scorsa.

    Ultima beffa a tutti: la sua amica Olghina di Robilant sputtana Vic and C° su Dagospia. Ella la fa premiare dall’Associazione Immagini per il Piemonte del suo fedele Cremonte Pastorello in accordo con quelli che si credono i nuovi crociati piemontesi: Cardinali, Narducci, Rosso, Seia.

    I MONARCHICI DI ELLA
    Oggi i più attivi sono coalizzati: i fascistoni delle Guardie d’Onore (Amm. Cocco e d’Atri), i fedeli al mitico e remoto partito monarchico di Alleanza Monarchica (Vittucci Righini e Ceccarelli) e quelli storici dell’Unione Monarchica voluta da Umberto II (Amoretti, Boschiero, Grandi, Zuccoli) e veri seguaci del fu onnipotente Ministro della Real Casa Lucifero. Questi ultimi sono pochi ma agiscono alla luce del sole, gli altri sono pericolosi perché dei combattenti dell’ombra che si fanno credere fedeli da Vic ma lavorano per Ella che tiffa per Amedeo.

    I MONARCHICI DI VIC
    Ci sono quelli organizzati capeggiati dal barbuto Claut, di cui dicono che sotto la barba no ce sta niente. Bravo come il pane ma fesso e credule, anche detto “Obbedisco” perché agli ordini dei suoi delegati torinesi e veneti.
    Ci sono quelli dispersi in una ventina di gruppetti dal falso barone, avvocato e professore palermitano Sausa al capo della Calabria il frocio recchione Fiore (con neanche 10 soci), al terrone-valdostano Damiani, al frocio bolognese Sant’Agata (ex amante di un conte della scaletta).
    La Repubblica non deve aver paura, ne Maria Gabriella!

  17. mirko L. said

    Massimo rispetto per i gay, il disprezzo va a Umberta che usava la sua posizione per abusare di giovani e ragazzini (fossero blasonati come Luchino Visconti o nomi plebei tipo Passalacqua o Mastroianni o Caputo o Branbilla, tanto per fare nomi a caso).

    Con il titolo: Polemica in Francia sul Mussolini di Pierre Milza, l’agenzia di stampa Ansa ha dato notizia d’un nuovo libro sul periodo fascista in Italia.
    Quando a scrivere è uno storico straniero sono lecite libertà non concesse a un “indigeno”, ed ecco che (cito dal comunicato dell’Ansa):

    “Nel libro, Milza descrive cosa aveva in tasca il “Duce” quando il suo cadavere fu esposto a piazzale Loreto: ‘Oltre a documenti attestanti l’omosessualità del principe Umberto, il dittatore aveva con sé parte della corrispondenza con Churchill, fra cui due lettere particolarmente compromettenti per l’uomo di stato britannico”.
    Dunque gli storici cominciano infine a parlare dell’omosessualità di colui che fu l’ultimo re d’Italia: un tema finora confinato nel campo del pettegolezzo o in quello della lotta politica, come ci ha ricordato lo scorso settembre [1999, NdR] un documentario trasmesso da Rai Uno. Era una biografia del regista Luchino Visconti, del regista Carlo Lizzani, nel quale Lizzani stesso ha raccontato di avere assistito nel 1946 assieme a Visconti (che ci restò male) a un comizio repubblicano, dove il socialista Pietro Nenni arringò la folla urlando: “Volete forse voi un re pederasta?”.
    Come si vede, Milza non ha detto nulla che non fosse già noto (anche le “misteriose” lettere di Churchill sono note da decenni), ma almeno ha segnato il salto dal pettegolezzo di piazza allo studio di storia serio.

    A chi obbietta che di certe cose intime lo storico non dovrebbe occuparsi è facile ribattere che in questo caso l’omosessualità del principe ereditario ebbe un’importanza enorme, perché fu il “tallone d’Achille” che fece di lui quel personaggio indeciso ed esitante noto alla storia… con tutte le conseguenze e i disastri che ciò causò all’Italia.

    Mussolini infatti iniziò già alla fine degli anni Venti a raccogliere sul principe ereditario un dossier da usare per ricattarlo.
    Con questo “dossier”, dal quale provenivano le lettere che aveva in tasca al momento della cattura, il “duce” riuscì a tenere in pugno Umberto, arrivando a specificare con una “velina” ai giornali che egli non doveva essere definito “Principe ereditario” ma solo “Principe di Piemonte”.
    A Umberto fece così capire che se non avesse rigato diritto lo avrebbe sostituto, al momento della morte del padre, con un altro Savoia o perfino col genero Gian Galeazzo Ciano. E se avesse protestato, ci sarebbe stato il “dossier” per screditarlo come “principe pederasta”.

    ——————————————————————————–

    Ma vediamo in dettaglio chi fu Umberto II e cosa sappiamo della sua “diversità”.

    Umberto II di Savoia (1904-1983), ultimo re d’Italia, era figlio di Vittorio Emanuele III di Savoia.
    Nacque a Torino ed ebbe un’educazione militare; si laureò in giurisprudenza.
    Percorse i vari gradi della carriera militare, raggiungendo nel 1936 il grado di generale, e nel 1940 fu al comando formale delle armate italiane che aggredirono la Francia.

    Quando però i Savoia permisero la caduta di Mussolini e si schierarono con gli Alleati (1943), questi ultimi posero il veto sulla loro pretesa di mettere Umberto alla guida del corpo italiano di liberazione.

    Nel frattempo Mussolini, liberato dalle truppe naziste, aveva proclamato la Repubblica di Salò (con se stesso come presidente) nella parte settentrionale d’Italia, ancora sotto il controllo delle truppe nazifasciste. I Savoia furono attaccati dalla stampa fascista, ed iniziarono ad apparire le prime accuse d’omosessualità contro Umberto, soprannominato “Stellassa” [1].
    Il famoso dossier ricattatorio si era infine rivelato utile.

    Nel 1944, dopo la liberazione di Roma, Umberto sostituì il padre, con il ruolo di luogotenente: tale mossa cercava di salvare la monarchia, compromessa da vent’anni di complicità col fascismo.
    Nel 1946, quando gli italiani furono chiamati al referendum per decidere fra monarchia e repubblica, Vittorio Emanuele III abdicò nel maggio e Umberto divenne re col nome di Umberto II, ma già il 2 giugno 1946 il risultato del referendum lo privò del trono.

    Umberto partì dall’Italia il 13 giugno, senza avere abdicato, sperando in una rivincita: per questa ragione una disposizione transitoria” della Costituzione della Repubblica italiana (abolita solo nel 2002) proibì ai maschi primogeniti della ex-casa regnante di tornare in Italia.

    Umberto visse così il resto della vita in esilio a Cascais (Portogallo), e a Ginevra, dove morì.

    È sepolto nelle tombe dei Savoia di Hautecombe in Savoia (Francia).

    Sin dal 1946 si era separato apertamente dalla moglie Maria José: i re, si sa, non divorziano.

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    Umberto II s’è trovato, per la mediocrità della dinastia a cui appartenne, nella rara posizione d’essere odiato contemporaneamente dalla destra (che accusò i Savoia di tradimento) e dalla sinistra (che rimproverò loro la lunga e colpevole complicità col nazifascismo).

    Per questo non ha goduto dell’omertà che solitamente il potere garantisce: l’accusa di omosessualità fu persino sfruttata, come abbiamo visto, nei comizi antimonarchici precedenti il referendum del 1946 [2].

    Caduti in disgrazia i Savoia, nessuno (a parte i monarchici, sempre di meno) si preoccupò del fatto che nel dopoguerra l’ex partigiano Enrico Montanari pubblicasse un libro di memorie in cui raccontava come nel 1927, quando era giovane tenente a Torino, fosse stato insistentemente corteggiato dal principe Umberto, che gli aveva perfino donato un accendisigari d’argento con incisa la scritta: “Dimmi di sì!” [3].

    Né suscitò scandalo il fatto che le biografie del regista (e duca) Luchino Visconti accennassero, in modo più meno esplicito, alla relazione che costui ebbe da giovane con il principe Umberto, all’epoca considerato uno dei più avvenenti scapoli delle case regnanti d’Europa [4].

    Umberto aveva sì sposato nel 1930 Maria José del Belgio, da cui ebbe quattro figli (fra i quali Vittorio Emanuele, attuale pretendente al trono italiano).

    Umberto II di Savoia con la famiglia
    nei giardini del Quirinale, nel 1946.

    Tuttavia il fatto che i figli fossero arrivati solo dopo quattro anni scatenò una ridda di pettegolezzi, che sostennero che essi fossero stati concepiti solo grazie all’inseminazione artificiale [5]; altri invece sostennero che fossero figli di vari padri, tra cui il gerarca fascista Italo Balbo [6].
    Persino il già citato conte Ciano, genero di Mussolini, scrisse nel suo diario, alla notizia di un nuovo concepimento di Maria José:

    “Mi ha lasciato intendere che il figlio che nascerà è di , senza intromissione di medici e di siringhe” [7].

    Ciò non implica affatto, ovviamente, che i pettegolezzi dicessero la verità (anche se Bartoli, riferendo la frase di Ciano, commenta: “Si vede che le dicerie avevano un fondamento di verità”), ma mostra per lo meno il tipo di fama che accompagnò per tutta la vita Umberto (al pari del cognato Filippo d’Assia, marito di sua sorella Mafalda di Savoia).

    Del resto Umberto non fece nulla per evitare di meritarsi tale fama: basterà dire che la prima notte di nozze, e l’intera “luna di miele”, a Courmayeur, furono da lui trascorsi non con la moglie, ma con gli “amici” ufficiali torinesi, che si fregiavano di un gioiello a forma di “U” in brillanti, donato loro dal principe [8].
    Non solo: anche successivamente, quando andava a parlare con la moglie, si faceva sempre annunciare e… accompagnare [9].

    Fu perciò facile alla polizia segreta fascista raccogliere informazioni sulla “pederastia” dell’erede al trono, come sempre Italo Balbo rivelò una volta al re, per contrastare le voci di una sua relazione con Maria José messe in giro dai suoi nemici [10].

    Inoltre Umberto e Maria José condussero vite praticamente separate (se non per il minimo necessario a salvare le apparenze): appartamenti separati, letti separati, frequentazioni separate [11].
    In questa situazione scatenò pettegolezzi persino il fatto che Umberto avesse disegnato personalmente l’abito da sposa di sua moglie, o curato gli addobbi per il battesimo della prima figlia!

    Eppure Umberto II fu, contrariamente alla tradizione dei Savoia, molto cattolico: le sue trasgressioni sessuali furono perciò vissute, secondo i suoi biografi, come “raptus erotici” che scatenavano poi sensi di colpa:

    “Il principe era profondamente credente e praticante, al limite della bigotteria. Tanto più per lui il richiamo dei sensi aveva un’origine diabolica, senza però sapervi resistere. Sicché le conseguenze del peccato assumevano un peso devastante. Di qual genere fosse quel peccato, si poteva soltanto sussurrare” [12].
    Umberto scelse di preferenza i suoi partner fra i militari, privilegiando gli ufficiali (qual era anche Visconti al momento della loro liason): persino in esilio a Cascais (dove, per dirla eufemisticamente con Bartoli [13], “non gli si conoscevano distrazioni femminili”), sceglieva i suoi amici fra gli ufficiali della guarnigione, “specie fra i giovani” [14].
    E prima del matrimonio, a Torino era divenuta celebre la sua abitudine di donare un fiordaliso (il fiore di Casa Savoia) ornato di pietre preziose ai giovani ufficiali/amanti del suo seguito, che lo ostentavano in pubblico.

    “Curiosamente, questo episodio contribuì alla popolarità del Delfino, anziché nuocergli” [15].

    A titolo di cronaca va riferito infine che tra gli amanti che gli attribuirono le voci dell’epoca ci sono anche il bellissimo attore francese Jean Marais (poi compagno del poeta e regista Jean Cocteau), e il pugile Primo Carnera, campione del mondo nel 1933 [16].
    Ai curiosi che chiedevano perché Umberto lo avesse voluto conoscere e ricevere in privato, quest’ultimo confessò soltanto che:

    “il principe lo aveva ricevuto in costume da bagno e lo aveva pregato di fare con lui una nuotata in piscina. Poi avevano trascorso insieme, da soli, il pomeriggio” [17].

    Evidentemente il costume da bagno si addice alla regalità. Specie quando si ha un ospite dal fisico splendido…

  18. mirko L. said

    i diari di Falcone Lucifero, che fu ministro della Real casa con Umberto di Savoia dal 1944 al 1946, e che continuò a collaborare con l’ex re durante l’esilio.
    Ebbene, Lucifero parla a chiare lettere del famigerato “dossier”, che lui stesso avrebbe recuperato e poi distrutto.

    Né fa mistero delle dicerie che circolavano sul conto di Umberto, raccolte perfino da Benedetto Croce (che da gran signore minimizzava).

    Quanto a quella famosa invettiva sul “re pederasta” attribuita a Pietro Nenni che impressionò tanto Visconti a cui si riferisce Lizzani, credo che quest’ultimo facesse confusione con un comizio pronunziato da un certo generale Azzi, di cui Lucifero parla ampiamente.

    Le faccio notare che lo stesso Lucifero nella tarda primavera del 1944, quando era prefetto di Bari, incorse in un “infortunio” con un soldato americano che gli valse qualche ora in gattabuia, episodio di cui l’interessato parla nei suoi diari, sia pure in forma un po’ edulcorata.

    Quanto agli “amori” di Umberto di Savoia, nel Quirinale del Re (Feltrinelli, Milano 1977) di Matteo Mureddu (un funzionario della Real casa) si allude a un giovane sottotenente di bell’aspetto, Luca Dainelli, che sotto la repubblica sarà ambasciatore d’Italia.
    Tale era il fascino del biondo giovanotto su Umberto, che alcuni alti ufficiali alleati gli scrivevano per chiedergli d’intercedere presso il Luogotenente, allo scopo di ottenere delle decorazioni.

    Della vita privata dell’ex re a Cascais si sa poco, anche se alcuni giornalisti si meravigliarono nell’incontrarlo in una zona malfamata di Marsiglia.
    Esistono anche delle fote scattate a Parigi, dove si vede Umberto nascosto sotto un paio occhiali scuri mentre esce da un affollato gabinetto pubblico (ma non bisogna dimenticare che nel ’64 l’ex re era stato stomizzato, pertanto aveva spesso bisogno di appartarsi per cambiare il contenitore o per risistemarselo a posto).

    Concludo ricordando che quando l’ex regina Maria José è tornata in Italia, si è fatta sempre scortare dal professor […], scomparso di recente, che era un daddy-bear piuttosto in vista nella Capitale

  19. Utente 1 said

    Lasciatelo parlare, già tanti parlano.

    Lui sicuramente non lo ascolta nessuno.

    Alle ultime elezioni i mona (guidati da un ex deputato della mia zona, ex leghista, cacciato e approdato a AN e cacciato anche da li) sono riusciti a presentarsi solo a Torino.

    700 voti, neppure lo 0,000000

    Avere paura dei Savoia e dei loro 1000 o 2000 fans è proprio ridicolo.

    saluti

  20. Nel livore rabbioso dell’amico Mirko, stà la delusione di 60 anni di porcherie repubblicane. Per questo liquame, non servono ingannni giudiziari potentini, non servono i Dossier di Mussolini il coniglio, e non servono i servi del regime a battere le manine nelle feste comandate (l’ultima del 2 giugno poi non è stata edificante, la repubblica contestava se stessa !), e no, non serve tutto questo!
    Al cittadino che ancora fa uso del proprio cervello e sufficiente affacciarsi ad una finestra !!!

    AUGURI

  21. Lupocattivo said

    Giosci Conterio, tanta acredine vuol dire solo bene. Se lo combattono significa che lo considerano una minaccia. Giosci

  22. Utente 1 said

    La monarchia non ha futuro, Umberto II diseredò il figlio (v. documenti).

    Il leggittimo erede teorico sarebbe Amedeo di Savoia.
    Ma anche lui ha le sue pecche (alcolismo, maltrattamenti alla prima moglie, due figli illegittimi, ecc).

    Monarchia può essere solo se proposta come ritorno alla tradizione, ripristino dell’equilibrio naturale distrutto da quella maledetta e lurida rivoluzione francese, dall’illuminismo.

    Per fare questo sarebbe meglio riproporre un Asburgo o un Borbone.

    Sicuramente il consenso verso i monarchici aumenterebbe e sarebbero piu credibili.

    saluti

  23. Lukino said

    ho letto troppe stupidaggini…comunque appoggio in maniera totale Alberto Conterio;In Italia bisogna iniziare a usare il cervello…

  24. Utente 5 said

    Il Quirinale dilapida e vi perdete in inutili insulti a Casa Savoia. I repubblicani hanno proprio le fette di salame sugli occhi…W LA MONARCHIA (del resto tutta l’Europa è monarchica…)

  25. Utente 2 said

    Tranne un caso non ho mai conosciuto monarchici.
    Se sono come quello che conosco io c’e’ da mettersi le mani nei capelli. Si e no 19 anni, pieno di se e boriosissimo (millanta fratelli in diplomazia, parentele nobili, ricchezze sue che altri gli avrebbero rubato, ecc.) FedericoAmMi (lo trovate nei siti monarchici, come lui ci tiene a sottolineare ovunque vada) è nientemeno che il dirigente monarchico di Milano e provincia.
    Questo vuol dire che sono così tanti che appena uno entra in contatto con le loro associazioni ecco che diventi subito dirigente (probabilmente perchè unico iscritto in quella zona.
    Altri personaggi non ne conosco nache se il buon FedericoAmMi mi ha fatto la rassegna in negativo di tutti i suoi compagni di partito (questo la dice lunga sulla serietà di questi qui, raccontare fatti altrui a gente a cui non frega niente).
    Questi sarebbero i cortigiani di Emanuele FIliberto.
    Per fortuna (del rispetto della storia) il legittimo erede di Re Umberto II (quello fu un grande Re!!!!) è S.A.R. Amedeo di Savoia Duca di Aosta e suo figlio S.A.R. Ajmone Duca delle Puglie.
    L’Italia ha bisogno di svoltare la sua politica, e per il bene di tutti ogni ipotesi va guardata. Io non sono monarchico ma non sono neppure repubblicano. Se queste due fazioni possono presentare una svolta ben vengano.
    Mi ispira fiducia il duca di Aosta, mi spaventano certi FedericoAmMi di Emanuele Filiberto.
    Ma credo che il duca di Aosta non abbia un suo partito o associazione, e forse è un bene per lui.

    Saluti

  26. Lukino said

    VIVA IL RE

  27. Michele said

    Ma questo non è un sito per discussione e confronti. E’ solo un vero e proprio casino e Pasqualino ne è il manutengolo.

    Buon divertimento al lenone e alle sue entreneuse…

    La figura di Re Umberto II e l’alternativa istituzionale che il suo nome rappresenta ancora, escono da questo bordello rispettivamente: ancor più luminosa e ancor più valida.
    Godetevi il vostro liquame intellettivo e pagate, pagate con soddisfazione per il vostro capo dello stato “democraticamente” eletto. Peccato che “democraticamente” sta per intrighi e ricatti da far ricadere, economicamente, sulle spalle degli italiani che lavorano.

  28. Utente 3 said

    L’Utente 4 mi ha avvisato che se la moderazione non rimuoverà i messaggi, o almeno i nomi e cognomi segnati che ledono la legge sulla privacy, i soggetti chiamati in causa presenteranno istanza contro ignoti alle autorità.
    Si invita il moderatore a rimuovere immediatamente, almeno i nomi e cognomi:

    per eventuali rapide comunicazioni:

    amvicenza@libero.it

  29. Utente 4 said

    Quello che è avvenuto su questo blog è molto grave. Si citano nomi e cognomi legati a calunnie prive di senso.
    Ho parlato con una persona competente che era già incappata in questo problema.
    INVITO LA MODERAZIONE A RIMUOVERE NOMI E COGNOMI in conformità alla legge sulla privacy o a cancellare i thread offensivi.
    Altrimenti sarò costretto, realmente, a tutelarmi depositando una querela contro ignoti presso le autorità competenti…Ed allora si risalirà all’IP di chi si permette di scrivere calunnie su più persone.

    Disprezzo totale per questo poveraccio con il quale spero di avere un colloquio tete a tete perchè ho ben intuito chi sia.

  30. Giovanni Del Foss said

    Ho segnalato questo porcile ad amici che vengono qui nominati con accuse infamanti; amici che non avevano la più pallida idea dell’azione calunniosa e diffamatoria portata avanti da questo blog.
    I post sono stati assicurati ed è certo che, vengano o meno cancellati i nomi, la Giustizia farà il suo corso. Almeno si spera… visto a cos’è ridotta la magistratura della repubblica.

    NDR: La giustizia farà il suo corso anche per te e per le ingiuriose offesse arrecatemi. Attendi comunicazioni da parte della magistratura caro amico svizzero di Berna, al contario di te, come vedi io ho il tuo IP ma poi chi è monarchico e vive in svizzera??? oddio sarà proprio “lui” ma che pauura!!!! ^_^ cari monarchici avete visto chi posta qui? siete contenti? masturbatevi pure!!!

  31. Don Bastiano Contrario said

    Ma perchè come votano al sud? Mettono la scheda in maniera diversa che al nord o al centro?

    Se l’argomento “Savoia” contrariamente a quanto vorrebbe il WM di questo blog, ha tanto vivacizzato questo blog (che come il magistrato Woodkook, o come cazzo si scrive, li dovrebbero vietare per legge sti nomi, è un blog provinciale che dalla provincia non conterebbe un emerito se non si interessase di persone importanti), evidentemente l’intesse c’è.

    Quanto ad Amedeo erede c’è rimasto solo l’UMI e Gilberto a sostenerlo.

  32. Silvestro said

    Mi pare che la querelle su Vittorio Emanuele sia finita in un nulla.
    Non è una novità. Comunque, ormai speriamo nel figlio, che è una forza della natura (e lo dico senza alcuna ironia, credetemi, se c’è uno in grado di rianimare il mondo monarchico è lui).

    Ma Gilbert première, il Duca delle Puglie, si sposa o no?

  33. pasquale2 said

    Sono l’Admin del blog.

    Fatemi capire quali sono i passaggi incriminati e quali leggi ledono (pregasi riferire articoli dei vari codici) solo allora mi permetterò di censurare chicchessia. Non è che se un monarchico si sente offeso dobbiamo immediatamente cancellare dei pareri liberamente espressi e di cui ogniuno se ne fa carico anche in sede giudiziaria del contenuto. tr al’altro voi nobilucci dovreste aver capito che ormai non è più il tempo in cui voi per diritto dinastico comandate e gli altri eseguono…

    La censura è tipica di regimi totalitari (ai quali la monarchia spessissimo ha prestato il fianco) e non di situazioni in essere come l’odierna democrazia repubblicana che fra alti e bassi stiamo vivendo da sessantanni.

    Sappiate ordunque che se citazioni in giudizio ci saranno io stesso emetterò querela di parte nei confronti di coloro i quali hanno sparato nel mucchio offendendo sia me che il mio blog (es. porcile, liquame ecc.!)

    Vedete voi!! coinvolgetemi e ve ne pentirete amaramente!

    NOTA BENE: Ho gli IP ed i provider di tutti gli intervenuti!!!

  34. Gilberto said

    Caro signor amministratore Pasquale2,

    ne io ne nessuno degli amici che sono stati in qualche modo danneggiati nell’immagine qui hanno mai offeso il suo blog, pur personalmente non condividendo il pensiero dell’articolo riportato.
    Confido nella sua intelligenza e comprensione, d’altro canto non credo che troverà nulla di sbagliato in questa semplicissima, educata e civile richiesta, di una persona che chiede non sia adoperato il suo nome e quello di suoi amici perché vengano coperti da infamie, da ignoti, che desiderando forse farsi passare per noi, esprimono idee ed opinioni su altre persone e partiti che non ci appartengono.

    Chiediamo semplicemente, (almeno), la cancellazione dei nickname utilizzati (che sono i nostri nomi di persona) per offendere noi e i nostri comuni amici.
    Per quanto rirguarda il sottoscritto chiedo la cancellazione del nome nickname utilizzato come nickname nei post numero 19 e 22, e poi del post 25, (compreso il nickname) e i nomi che ivi compaiono nel messaggio. Oltre a ciò, del post 29 dove io le riassumo i nomi delle nostre persone utilizzati a nostra insaputa

    Nella fattispecie, lei mi chiede la legge violata,(non da lei, penso, beninteso), ma ho paura che qualcuno abbia violato la legge sulla privacy. A quanto ricordo, ma chiederò ulteriori conferme se dovesse occorrere, può adoperare il nome altrui per riportare un suo pensiero facendolo passare per quello del reale possessore del nome.
    Non ha poi bisogno di ritenersi offeso, sig.Pasquale2, mica abbiamo accusato lei di niente !!!
    A lei chiediamo solamente, dato che é l’amministratore di questo blog, di porre rimedio, dato che é stato spiegato dai diretti interessati quanto accaduto, a questa spiacevole incombenza.

    Cordiali saluti.
    per eventuali comunicazioni: amvicenza@libero.it

  35. Gilberto said

    ps.: aggiungo se mi contattasse via e-mail che potrò darle in dettaglio ogni altra comunicazione.

    amvicenza@libero.it

  36. pasquale2 said

    Cancellati su richiesta di parte nomi e cognomi incriminati, rimangono i testi completi. Non censuro per principio democratico. Rimango a disposizione di tutti (magistratura compresa) per chiarimenti su nomi, indirizzi email ed indirizzi internet provider degli estensori dei commenti i quali hanno la sola e totale responsabilità delle cose scritte.

    POST CHIUSO AD ULTERIORI COMMENTI

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